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Otto artisti siciliani da tenere d'occhio

Parlare di una vera e propria scena può sembrare impegnativo, ma una cosa è sicura: la Sicilia negli ultimi anni ha sfornato tantissimi gruppi a artisti che hanno raggiunto una notorietà a livello nazionale, grazie a repertori ricchi di contenuti sia nei testi che nella musica. Abbiamo fatto una selezione di progetti provenienti dalla Sicilia: alcuni sono già in ascesa, altri possono essere una gradevole scoperta.


OMOSUMO

Il nostro viaggio fa il primo scalo in casa degli Omosumo, una band che propone un variegato mix tra elettronica e psichedelia nella quale confluiscono synth, linee di basso nervose e riff di chitarra ben piazzati. Su quest’amalgama si adagiano liriche che lasciano il segno. Con un EP e un disco di freschissima uscita all’attivo, hanno subito riscosso consensi a tutte le latitudini dello stivale. Un primo coronamento di questo intenso percorso è il loro ultimo lavoro omonimo che li sta portando in tour in tutta Italia. 


LA RAPPRESENTANTE DI LISTA

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Proseguiamo con la Rappresentante di Lista, sempre da Palermo. Con il loro ultimo album "Bu Bu Sad"uscito per Garrincha Dischi, hanno fatto il boom portandolo dal vivo in tutta Italia. Alla splendida voce di Veronica Lucchesi si aggiungono un impianto armonico e loop ritmici che creao un suono estrememante personale ed eterogeneo. Veronica stessa e Dario Mangiaracina scrivono i brani a quattro mani, affrontando con poesia e ironia piccoli-grandi interrogativi generazionali con un pop che sa attingere dalla tradizione musicale italiana e mediterranea con un piglio decisamente moderno. 



FABRIZIO CAMMARATA

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Preparatevi, perché in questo viaggio nell'underground siculo, vedremo i paesaggi più disparati. Seguendo grosso modo l'ordine degli ultimi lavori usciti, possiamo soffermarci sul folk tipicamente made in U.S.A. di Fabrizio Cammarata, “cantautore” siciliano dal forte respiro internazionale. Musicista apprezzato anche fuori dai confini italiani, dopo averci deliziato con l'ultimo singolo, "Hold and Stay", in questi giorni è in tour con Di Martino per promuovere il disco-tributo a Chavela Vargas intitolato "Un mondo raro". In quest’opera, Cammarata si è dovuto confrontare con testi in italiano e atmosfere provenienti dall’America Latina, per un viaggio da Palermo a Città del Messico, alla scoperta della melanconica tradizione ranchera.



VEIVECURA

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Spicca per autenticità nella scena isolana, il dream-pop trascinante dei Veivecura, creatura di Davide Iacono (che noi di Keep On abbiamo premiato come miglior musicista live nel 2015).
Nato come progetto solista del musicista che negli anni ha attraversato tutta Europa con i suoi live, questa creatura è cresciuta fino a portare in studio ben 15 elementi per la produzione di "ME+1".
L’album di Iacono è uscito proprio all’inizio di quest’anno, e grazie e groove incalzanti e riferimenti al miglior electro-pop, è un disco che sarebbe sprecato se ascoltato solo in poltrona.



ALESSIO BONDÌ

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Continuando questo viaggio non possiamo non fermarci a gustare il sapore crudo delle canzoni folk di Alessio Bondì, decorate dall'uso fortissimo del dialetto. Uno dei pochi musicisti sulla mappa che abbiamo tracciato, che è riuscito a portare nel suo sound anche la trazione “etnica” dell’isola. Nel suo eccellente disco d'esordio “Sfardo”, esibisce tutta la vivacità del sangue siculo che scorre nelle sue vene, senza perde le influenze del folk d’oltreoceano che lo collocano a metà strada tra Rosa Balistreri e Jeff Buckley.



SIMONA NORATO

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Tornando sul versante femminile, segnaliamo la carica rock di Simona Norato che si rimodula su atmosfere e riferimenti anni '80 (i dischi dei Queen), come nell'ultimo clip estratto dal suo bel disco di debutto, "La fine del mondo". La sua verve, che non si perde mai nè si nasconde, si esalta particolarmente nella dimensione live. Una musica in cui l’incedere aggressivo delle ritmiche si sposa a volte con timbri glitch e schitarrate distorte, altre con un particolarissimo uso della chitarra acustica, per un pop-rock a tratti di maniera, ma al tempo stesso di difficile definizione. 



DA BLACK JEZUS

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Nel tour, una tappa obbligata sono i Da Black Jezus, raffinatissimo progetto in cui, su ritmiche e timbri trip hop, si inseguono una chitarra acustica folk-blues e l’interessantissima voce di Luca Impellizieri.  Nelle loro prestazioni migliori sembra di ascoltare David Tibet su una base pensata dai Massive Attack. Dopo il loro primo EP “Don’t Mean a Thing” i Da Black Jezus hanno dimostrato di avere un sound mai banale di cui aspettiamo la conferma.



COSTANZA PATERNÓ

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Concludiamo questo viaggio con Costanza Paternò e il suo spiccato gusto world condito dagli studi in canto jazz. Le sue influenze sono molteplici, un crocevia di culture differenti, che si materializza nell’utilizzo di diverse lingue come il francese e lo spagnolo (idiomi che i siciliani storicamente conoscono bene). Una voce capace di muoversi su molti timbri e una grande inventiva melodica, fanno del suono di Costanza Paternò un prodotto che si nutre della tradizione senza sembrare un polverso monile in un museo d’archeologia.