Live People

Breve elogio al pogo, sopra e sotto al palco

I Cara Calma sono un progetto nato a Brescia, alla fine del 2016. Con l’album Sulle punte per sembrare grandi hanno fatto il loro esordio discografico a gennaio: un disco prodotto da Karim Qqru degli Zen Circus e arricchito dai featuring di Ambra Marie, Gianluca Bartolo (Il Pan del Diavolo) e Nicola Manzan (Bologna Violenta). Un rock alternativo che sta trovando interessanti riscontri a livello di pubblico ai live. «Siamo molto contenti di poter collaborare con Tube Agency che ci ha organizzato un tour di 16 date in tutta Italia». Con una musica come la loro, pensare al pogo selvaggio sotto al palco è quasi naturale e i primi esempi ai loro concerti sono già successi. Così, mentre erano sul furgone per andare a suonare, abbiamo raggiunto Riccardo, Cesare e Gianluca per farci raccontare gli esempi più memorabili di pogo che hanno vissuto, da artisti e in mezzo al pubblico. Il tutto con la speranza che possa essere di buon auspicio: «Magari ci fossero più poghi ai nostri concerti, noi non ci tireremmo indietro».

Il pogo in casa

È capitato parecchie volte di trovarci sotto al palco, praticamente da quando siamo adolescenti. Abbiamo sempre cercato di essere presenti a concerti dove non si sta seduti sulle sedie ed è capitato anche a qualche nostro live di veder pogare, come a gennaio, a Brescia, casa nostra. Ad alcuni pezzi più spinti è partito un bel pogo e sono partite anche delle labbra, non i denti ma labbra sì e siamo soddisfatti. La canzone non poteva che essere Morti: sul ritornello è partito un bel pogazzo come anche su Domenica. Sono canzoni che ispirano il pogo assassino, è giusto così.

Rock in Idro

(Riccardo) Io personalmente potrei raccontare di un pogo dove sono uscito quasi con le ossa rotte, letteralmente, mi sono quasi rotto una caviglia, al Rock in Idro. C’erano i Nofx, gli Ska-P, All American Rejects, avevo 15 o 16 anni, era il 2005. Ricordo bene che quando è iniziata Linoleum è partito uno dei poghi più devastanti della mia vita, in assoluto. Abbiamo fatto anche uno stage diving, ma dal pubblico: siamo fini ovunque. La regola d’oro è non pensare al dolore e alle conseguenze successive, il dolore lo sentirai solo alla mattina, anche perché lì sul momento avrai sicuramente bevuto qualche birretta che non ti fa soffrire.


Il pogo un po’ cattivello

(Cesare) Suonavo in un gruppo hardcore, e andavo a concerti di quel tipo, e in uno di questi, a un certo punto si è creato un Circle pit pazzesco, c’era anche una tipa che girava e uno da fuori le ha dato uno spintone in faccia, completo proprio. La tipa è caduta a terra e lui è entrato nel circle pit. Poi però, dopo un po’, ti capita di tornare nella tua posizione di prima e ad aspettarlo c’era un ragazzo, o il fidanzato o semplicemente uno che simpatizzava per la ragazza, e gli ha dato un pugno in faccia tremendo. Io ho osservato tutto dall’esterno, con una birretta, ed è stato molto divertente, anche un po’ carino, lo devo ammettere.

Il primo pogo non si scorda mai

 (Riccardo) Il pogo più importante di tutti è il primo in assoluto ed è stato al mio primissimo concerto, a 13 anni, in terza media. Erano i Sum41 all’Estragon, l’album era All Killer No Filler, e mi ricordo che io e un mio amico, entrambi 13enni siamo rimasti talmente tanto spaventati da quell’ambiente, che non abbiamo aspettato un secondo a lanciarci nel pogo e scatenarci: da lì ho capito che quello sarebbe stato il genere di musica che volevo fare.

Cara Calma


La mietitrebbia pogo

(Gianluca) C’è un’altra esperienza che ricordo molto bene: ero con la vecchia band e siamo stati a suonare in Germania, in una chiesa sconsacrata. Era un paese fuori dal mondo per cui pensavo che non ci fosse nessuno. Ma la chiesa era piena, si suonava a terra e il palco era delimitato semplicemente dall’asta del microfono: sui due lati c’erano due energumeni, di due metri per due, completamente rasati, a braccia conserte, che guardavano fissi. A un certo punto si sono mossi, e sono partiti: andavano incontro uno verso l’altro prendendo tutto ciò che c’era in mezzo fino a scambiarsi di posizione tipo una mietitrebbia. Non capivamo cosa li facesse partire, non lo abbiamo mai capito, so solo che la gente si faceva pestare, in un mix di birra e sangue. Ed è stato così tutto il concerto.

Il pogo maturo

(Riccardo) salendo con gli anni si va ai concerti con la voglia di divertirsi e spaccare tutto ma si è affievolita la cosa da pogo selvaggio ed è più facile trovare ricordi ed esempi legati al passato. Gods of metal, non ricordo l’anno (2007 ndr) ma solo che c’erano i Black Sabbath, che non sono un gruppo da pogo selvaggio ma in quel caso è stato diverso. Aveva piovuto di brutto tutto il pomeriggio, con il fango che arrivava alle caviglie. Partono i Dream Theater e tutta la gente resta in religioso silenzio a vedere gli accordi e cercare di capire gli errori, che noia. Iniziano i Black e, sarà perché era salito l’alcol, o per la differenza di suono, ma è stata una figata perché si cercava di pogare ma con il fango non avevi grip per cui si facevano sgommate pazzesche che ci hanno trasformato in mostri di fango. Fango, giubbotti chiodati e boots: quasi una battaglia medievale. Fango, il primo pezzo del nostro disco, è dedicato a quel concerto (ride), scherzo… Forse.

Qui le date del tour

13/07: Piacenza - Mashup Festival
14/07: Ambria (Bg) - Ambria Music Fest
20/07: Alano del Piace (Bl) - Reset Festival
29/07: Martinengo (Bg) - Uk Dave
18/08: San Giustino (Pg) - Roccolo Park Festival
24/08: Brescia - Radio Onda D'Urto
25/08: Desio (Mb) - Parco Tittoni
31/08: Cura di Vetralla (Vt) - Rockin Cura


La foto di copertina è di Witkowski Marcin

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pogo_by_sh.jpg