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I 5 chitarristi più importanti di sempre secondo Cristiano Godano

Cristiano Godano è inarrestabile. Oltre alle sue date tradizionali con i Marlene Kuntz, il chitarrista e cantante cuneese ha anche intrapreso una serie di concerti da solista, portando nei club e nei teatri Complimenti per la festa, il documentario dei primi 25 anni di carriera dei Marlene, dove racconta la storia della band e ripropone alcune delle sue canzoni più belle. In più c'è il tour Parole e musica, dove si racconta al pubblico intervallando le parole a brani in acustico. È lui il best perfomer della nostra live parade di giugno, nominato per la sua capacità di rapire il pubblico quando ha tra le mani una chitarra. Per questo gli abbiamo chiesto di dirci quali sono i suoi chitarristi preferiti, tra gusti personale e fonti di ispirazione.


Lee Ranaldo

Penso di poter dire che lui sia il mio guitar hero per eccellenza. Glielo disse anche un me un po' intimidito la prima volta che suonammo con loro - meglio: prima di loro - da qualche parte in Emilia (forse Correggio, ma non ne sono sicuro), e ricordo che prima di noi c'erano gli Starfuckers. Lui sorrise con un ghigno tra l'incredulo e il modesto, incarnando alla perfezione quel modo low-profile che le band come i Sonic Youth e tutto quel mondo affine hanno sempre voluto rappresentare. Ho sempre pensato che avrebbero dovuto tirarsela un po' di più, non capendo come loro non si volessero rendere conto di essere stati dei geniali interpreti del rock, rivoluzionari, innovatori, inimitabili. Le loro attuali carriere soliste (sua e di Thurston Moore in particolare: Kim Gordon da sola proprio non mi piace, ahimè), purtroppo modeste e molto, troppo underground, dimostrano (ma è solo il mio parere) che sarebbe stato meglio avere un tiro un po' più alto, giusto per arrivare alle soglie del futuro con fare più ambizioso, per preservarsi. Detto ciò (è l'amore che nutro per loro ad aver condotto fin qua i miei polpastrelli), lui ha creato i rivolti armonici più emozionanti che io abbia mai sentito (penso sia grazie a lui se forse più dei riff sono le trovate armoniche di un chitarrista ad affascinarmi): ne ho goduto per anni, fissando nella mia mente le sue parti di quasi ogni loro pezzo, anno dopo anno, per gran parte della loro discografia.


Thurston Moore

Ovviamente adoro anche lui. Nei Sonic Youth i riff più memorabili li ha scritti lui, non c'è ombra di dubbio. Al di là della genialità che lo assimila a Lee, al di là delle trovate clamorose figlie di quelle loro accordature aperte (e assurde) che hanno rappresentato un formidabile marchio di fabbrica, e al di là dei timbri del suo suono, eccezionale sia nei super distorti che nelle sonorità più pulite (la loro discografia si è andata lentamente ripulendo delle distorsioni, e chiaramente gli idioti li hanno sconfessati con le solite menate dei duri e puri, ma invito la gente, e soprattutto i summenzionati idioti, ad ascoltarsi in cuffia i suoni dei loro puliti negli ultimi dischi: un suono così è merce rarissima), lui ha secondo me un'ottima mano destra (ovvero è un gran ritmico), e ultimamente credo di aver preso molto da lui in certe mie incursioni ritmiche con l'elettrica.

Neil Young

Nonostante quello che si possa pensare, io amo e venero il Neil Young acustico. Il suo tocco è linfa vitale per il mio cuore e per le mie orecchie: quella specie di leggera sporcizia della mano destra, che va spesso a toccare (con effetto ritmico evidente) la cassa armonica della chitarra mentre suona, o le corde stesse, è una caratteristica che ho assimilato fin da giovane (l'ho scoperto intorno ai 14/15 anni, ed è stato amore immediato e imperituro). Non l'ho mai messa in pratica sull'acustica perché non ho praticamente mai suonato l'acustica fino a una quindicina di anni fa, ma senza evidentemente rendermene conto me la sono portata appresso fin da subito coi miei primi rumorosissimi tentativi con l'elettrica, sulla quale la mia mano destra ha spesso lasciato gocce di sangue o micro lembi di pelle, tanta era la violenza con cui impattavo su corde e corpo della chitarra fottendomene delle convenzioni. Va dunque da sè che quando poi ho iniziato a strimpellare l'acustica la mia mano destra non è stata capace di starsene alla larga dalle sei corde, e il mio suono è figlio della sporcizia del mio idolo.


Roger Kunkel

È stato il chitarrista principale dei Thin White Rope, che probabilmente nel mio pantheon sono il quinto gruppo rock più amato di sempre. Quello che adoravo di loro era proprio l'intrecciarsi delle note delle chitarre (collaudatissimi intrecci figli di studiate e quasi maniacali partiture che Guy Kyser, chitarrista-cantante, in una intervista postuma ammise di aver sempre allestito nella prima parte della loro carriera. Ovvero: zero istinto e tanta artificiosità nella ricerca della soluzione migliore. E  questo è incredibilmente affascinante, poiché a sentirli non lo si sarebbe mai detto, tanto erano coesi e veraci le loro cavalcate psichedeliche). Kunkel mi ha ispirato tantissimo in molte costruzioni delle mie parti strumentali. Aveva una caratteristica che adoravo: andava spessissimo a cercarsi fraseggi sulla corda più grossa della chitarra, in netta contrapposizione con le manie dei chitarristi smanettoni che sulle più acute vanno in genere a volteggiare coi loro funambolismi. Sono quasi certo che il mio "assolo" su Sonica (un fraseggio sulle basse), dopo gli urli finali, giusto prima delle bordate che concludono il pezzo, arrivi dal mio amore per Kunkel.

Questi sono, incredibile a dirsi, forse gli unici chitarristi che sento mi abbiano davvero influenzato pesantemente nei miei momenti creativi. Qui sotto lascio allora una lista di chitarristi che per i più svariati motivi ammiro, pur se non mi hanno realmente influenzato (o perché inarrivabili o perché lontani dal gusto che mi potevo e mi volevo permettere in sala prove). Fra di essi c'è di sicuro il mio quinto chitarrista preferito:

Jeffrey Lee Pierce
Marc Ribot
Stephen Stills
Johnny Greenwood
Johnny Marr
Josh Homme
Joni Mitchell
Kim Thayil (Soundgarden)
Nick Drake
Mark Knopfler
Toni Iommi
Angus Young
Goerdie (Killing Joke)
David Hidalgo (Los Lobos)
Jack White
John Lee Hooker
Bob Mould (Husker Du)
Brian mc.Mahan e David Grubbs (Squirrel Bait, e il resto che venne dopo lo scioglimento di questa band pazzesca. Un nome fra tutti: Slint)