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«Più balene per tutti»: guarda in esclusiva il nuovo video di Giovanni Succi e leggi l'intervista

Avete già scelto la vostra canzone dell’estate 2018? Tra le proposte più di tendenza ce n’è una da non lasciarsi scappare: Balene per me, nuovissimo must-have di Giovanni Succi, ancora più inedito rispetto alle tracce di “Con ghiaccio”, album uscito per La Tempesta nella scorsa stagione autunno/inverno. Il concept del videoclip è di Filippo Tommasoli, mentre il pattern è un’appassionante vacanza tra sole, mare e gite in barca alla ricerca di balene decisamente cool. Infine, non mancano reinterpretazioni di alcuni cult del passato mixati con un mood fresco e super basic, e alleati preziosi per una playlist sempre impeccabile. Non vedevamo l’ora di intervistare l’autore, anche per scoprire qualche segreto in più di questo nuovo progetto. 

La tua nuova hit estiva riuscirà a scalare le classifiche? Ce la farà a scalzare Alvaro Soler?
Sicuramente, avanti con fiducia!

Qual è la spiaggia perfetta per ascoltare Balene per me
Quella che ti immagini, quando stai da un’altra parte. 

Tre cose che devi assolutamente portare al mare con te in questa estate 2018 appena iniziata?
Amaro Succi, balena gonfiabile, ghiaccio. 

Il drink dell’estate?
Senza dubbio Amaro Succi. 

Il mezzo di trasporto che farà più tendenza?
Balena gonfiabile a reazione, ovviamente. 

La parola più alla moda?
Che domande: balena!

[Ringraziamo Giovanni per averci permesso questo scherzo ed essere stato al gioco, e anche se la tentazione di sorridere su tutti i significati più frivoli dell’espressione “canzone dell’estate” è forte, iniziamo a parlare seriamente (ma non troppo) di un singolo che è più di un testo a scadenza, di una colonna sonora per tre mesi di spensieratezza o di un tormentone per le ore più calde. “Balene per me” – assieme al videoclip che l’accompagna -, riuscendo a dissimulare con leggerezza temi cardine come la vita, il viaggio e il senso dell’età, diventa un brano senza stagione e senza tempo. Una sorpresa che non immaginavi; una metafora dal sapore anni ’60 e dal colore dell’infinito che verrà, dopo che alcuni momenti saranno terminati, NdA].

Come mai un videoclip tratto da un singolo che non fa parte del tuo ultimo disco?
È un pezzo nato dopo l’uscita del disco, mentre il video scaturisce dalla voglia di avventura e dalla constatazione che non avevo mai visto una balena. Quindi ho deciso di partire a caccia di cetacei con la mia ciurma di due musicisti: siamo andati al porto di Genova e abbiamo fatto il biglietto per un viaggio organizzato. Sapevamo benissimo che si rischiava di non avvistare nemmeno una balena, ma di solito gli organizzatori di queste gite sono molto corretti: se va male, non ti rimborsano il biglietto, però te lo fanno valere per un altro giro. E a quel punto, se ti va di culo, riesci finalmente a vedere le balene.

Giovanni Succi Balene Per Me

Nel testo utilizzi la parola “flaskback”. Ti riferisci al fatto che nel tuo ultimo progetto sei tornato alle origini? A quando giravi chitarra e voce tra Asti e Alessandria?
Il flashback di cui parlo è un lampo sul passato, sulle mie estati che ricordo essere state stagioni eterne e infinite. Finiva la scuola e quando ricominciava ci si ritrovava uguali ma con un’estate in più addosso, e chissà nel frattempo quante ne avevamo combinate. È una riflessione su che fine abbia fatto quel sentimento del tempo infinito. Probabilmente è finito, ma ci sarà un altro modo per divertirsi. Ad esempio suonando in giro per l’Italia, come succede nel video. 

Il tuo è un viaggio senza biglietto, ma in tasca cos’hai?
Ho sempre tanti plettri, e la musica che poi tiro fuori. 

E i tuoi compagni di viaggio chi sono? E cosa devono saper fare?
Giovanni Stimamiglio e Tristan Martinelli devono saper suonare rispettivamente batteria e synth e tastiere e synth. Tutto il resto è superfluo. 

Una vita in tour, la tua. 
Suonare è la mia professione, mi piace e lo farei sempre. Sono sempre pronto a partire, ma il tour non è una festa itinerante: è un lavoro, appunto. A 14 anni ho iniziato a suonare e a sognarlo, e ancora oggi, a quasi 50 anni, non mi sono per niente rotto i coglioni. 

Ci dai alcuni consigli per sopravvivere a un tour?
Take it easy, su tutta la linea. 

Mentre il tempo scorre dobbiamo sceglierci una croce che sia anche una delizia. Per te, come hai affermato in altre occasioni, è il palco, quindi anche il contatto con la gente; altre volte però, hai dichiarato che non ti poni minimamente il problema del pubblico. Ci spieghi queste posizioni?
Il punto è che ho sempre fatto quello che piace a me, considerando anche il fatto che spesso i miei gusti non coincidono con quelli dei più. Altre volte, invece, succede che c’è chi ha le mie stesse perversioni. È un discorso molto complesso. Allora, partiamo da un presupposto: è ovvio che se stai in pubblico, il pubblico c’è. Detto questo, ci sono musicisti perfettamente sintonizzati sulle aspettative del loro pubblico, e ne sono molto felici. Ed io per loro. Poi ci sono quelli che non fanno musica per compiacere, e non sarebbero felici se fossero costretti a farlo. Dal canto mio, quando compongo non mi chiedo cosa stia chiedendo il pubblico, ma tengo presente la sua esistenza: non vivo sulla Luna. 

Un’altra cosa in cui credi è che a un certo punto si debba premere il tasto “stop”. Come si usa?
Per me pigiare questo tasto equivale a scrivere la fine. Non è un riferimento al passaggio da un progetto a un altro nella musica: quello è più un “play again”. Intendo piuttosto altri tipi di scelta: ad esempio quest’anno ho deciso che per me è finito il tentativo di proseguire un’attività legata a mio padre, che faceva il pittore ed è mancato nel 2007. Avevo trasformato il suo laboratorio di Nizza Monferrato in una sala d’arte e l’ho tenuta aperta per dieci anni. Poi mi sono reso conto che le risorse non sono infinite, anzi, erano finite. Era il momento di dire stop, e ho chiuso questo posto storico. 

Tornando alle atmosfere del video, com’è il tuo mare?
Sempre in tempesta. È la tempesta. 

Odissea o Giro del mondo in 80 giorni?
Odissea tutta la vita. 

E questa cosa del “ritorno”, come funziona?
Ulisse l’ha rimandato, e ci sarà un motivo. Probabilmente continuava a trovare cose interessanti da fare sulla sua strada. 

Nella musica italiana ci sono tantissime canzoni che parlano dell’estate. A te quale piace di più?
L’estate è il tema per eccellenza. Se pensiamo al boom degli anni ’60 troviamo canzoni stupende, la mia preferita rimane Sapore di sale. A proposito, sapevate che l’arrangiamento originale è di Ennio Morricone?

Giovanni Succi

Cosa si fa in un’estate di nicchia?
La risposta è facilissima: si beve Amaro Succi con ghiaccio e si ascolta Balene per me

E dopo?
Al momento sto facendo la formichina: sto preparando il nuovo album sia come Giovanni Succi che come Bachi da Pietra. Sono al lavoro: è una fase magica, ma anche piena di bestemmie. Le idee fermentano ed esplodono, sono felice. 

Cosa auguri a chi guarderà il video?
Di godersi questo video, questo viaggio, questa estate. 

E al tuo brano?
Sarei contento se le radio lo passassero. So che è difficile, ma mi piacerebbe farlo ascoltare alla gente.