Live People

Lndfk: «Di una voce non mi interessa la tecnica, ma il suo ruolo nel contesto»

Lndfk, all'anagrafe Linda Feki, è un’artista difficile da etichettare sotto un unico genere. Merito della sua ricerca musicale, della sua sperimentazione che la porta a subire l’influenza tanto del jazz, quanto del neo-soul e dell’hip-hop. Nella sua musica, la cantautrice mette tanto di suo, del suo essere cittadina del mondo: nata in Tunisia, residente a Milano e cresciuta a Napoli. Quando nella ricerca di suoni ed elementi tecnici che ti influenzino consideri la voce come uno strumento musicale che si inserisce all’interno di un contesto, ecco che è difficile concentrarsi su quali possano essere le voci femminili più incisive del momento. Per questo Linda, all’interno della nostra chiacchierata, ha preferito spaziare ad ampio respiro per spiegare al meglio cosa intende quando dice che «la bellezza nasce quando la voce ha una coerenza sul sound in generale. È questo che mi piace e che cerco».

LNDFK new_ph Milo Alterio (3)(1)(1).jpg

Alla fine un nome, su tutti lo fa: «Charlotte Dos Santos , non può che essere la prima». È il nome che meglio si adatta alla sua curiosità verso l’approccio musicale, l’arrangiamento, la voce che diventa una necessità per la produzione che c’è dietro quel progetto. Non cerca tecnicismi alla Beyoncè o Celine Dion, no, lei vuole qualcosa di differente. Come quando analizza l’approccio «strumentale, ma anche lirico di Flora Purim, ma anche quello di Niki Randa». Siamo all’interno del mondo di Flying Lotus, uno degli artisti di riferimento principali per l’artista italo tunisina. Qui si può davvero parlare di influenza perché «le voci hanno un ruolo secondario all’interno della produzione, ma comunque essenziale rispetto al sound che affronta. Ci sono riverberi, suoni, tutto è al posto giusto».

Linda quando ascolta musica che possa poi essere di ispirazione, cerca personalità: come quella di Thundercat, l’esempio migliore per spiegare ulteriormente «lo strumento della voce». Questo è il punto: «Non la tecnica, ma il modo in cui la voce può esprimere determinati contenuti. Non mi interessa la forma in sé, ma il ruolo della voce nell’esprimere un concetto, un significato». Così, nei suoi ultimi lavori, si è avvicinata molto al rap, proprio per questa sua missione di esprimere concetti densi di significato. In questo scenario spicca «No Name, una rapper di Chicago, che mi ha colpito molto non solo per il suo ritmo e il suo sound, ma per la grande influenza che il suo suono subisce dalla black poetry: si sente tantissimo. È un linguaggio super espressivo, con un contenuto molto evocativo».

Lndfk, all'anagrafe Linda Feki, è un’artista difficile da etichettare sotto un unico genere. Merito della sua ricerca musicale, della sua sperimentazione che la porta a subire l’influenza tanto del jazz, quanto del neo-soul e dell’hip-hop. Nella sua musica, la cantautrice classe 1990 mette tanto di suo, del suo essere cittadina del mondo: nata in Tunisia, residente a Parigi e cresciuta a Napoli. Quando nella ricerca di suoni ed elementi tecnici che ti influenzino consideri la voce come uno strumento musicale che si inserisce all’interno di un contesto, ecco che è difficile concentrarsi su quali possano essere le voci femminili più incisive del momento. Per questo Linda, all’interno della nostra chiacchierata, ha preferito spaziare ad ampio respiro per spiegare al meglio cosa intende quando dice che «la bellezza nasce quando la voce ha una coerenza sul sound in generale. È questo che mi piace e che cerco».

LNDFK new_ph Milo Alterio (6)(1).jpg


Qui le date del tour
08/08: Kurabu - Marzamemi (Sr)
09/08: Ypsigrock Festival - Castelbuono (Pa)
10/08: Frac Festival - Roccelletta di Borgia (Cz)