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Gli episodi più assurdi capitati a Lorenzo Kruger in tour

Un tour da solista, quello di Lorenzo Kruger, la voce dei Nobraino che, in questo ultimo periodo sta portando la sua musica in giro per lo stivale accompagnato solo da un pianoforte di 170 chili. Le sue date spesso sono situazioni intime, dove il pubblico è molto a ridosso del palco, dove esiste un palco. Tra home concert, esibizioni in piazza, nei borghi del centro Italia, le situazioni assurde e comiche sono state diverse e l’autore ci ha raccontato le migliori.

Il pianoforte di cioccolato

Una volta stavo andando a Perugia per un concerto e ho dato un passaggio a un tizio sui 45 anni, a Verghereto. Siccome c’era la fiera del cioccolato in quel periodo, a Perugia, gli ho fatto credere che il pianoforte fosse per un’esposizione e per questo era fatto di cioccolato: questa persona, non so perché, ma mi ha creduto. Il pianoforte era tutto imbragato, per cui mi ha creduto sulla parola, oppure ha fatto finta, chi lo sa.

Guest sul palco

A Castiglione Fiorentino, quest’anno, sono stato a un festival di artisti di strada, in una piazza. Stavo suonando, dovevo andare in bagno, ma non ce n’era uno a portata di mano. Per cui ho insistito affinché qualcuno venisse a suonare sul palco il piano al posto mio. L’unica povera anima era questa ragazza che di fatto sapeva fare tipo una marcia per matrimoni o Tanti auguri a te, però sarebbe stato uguale. È salita, l’ha fatta e quando sono tornato la folla era in visibilio per questa esecuzione.

Il film in bianco e nero

In un concerto nelle Marche di questa estate mi arrampicai su un balconcino che c’era dietro al palco per fare il finale di un brano. Per scendere, però, invece che calarmi da quel balconcino che, a quel punto, mi era un po’ scomodo, sono entrato in casa. C’era una signora che abitava in quell’appartamento che ha iniziato a farmi vedere le foto del marito che era morto, poi ha tirato fuori un’altra foto, il tutto mentre io avevo il microfono in mano e volevo uscire dalla casa. Ma lei no, mi ha fatto vedere una foto del figlio, dicendo che era morto anche lui. Poi ha tirato fuori un’altra foto, di un altro figlio, anche lui morto: praticamente li aveva seppelliti tutti. A quel punto io, toccandomi i maroni, sono scappato, nonostante mi strattonasse: una scena da film in bianco e nero.

Pianoforte Tetris

Poi ci sono tutti gli aneddoti legata al trasporto del pianoforte. È un oggetto di 150/170 chili, tutte le volte si incappa in situazioni particolari. Non tutti i locali sono al piano terra e mi è capitato di portarlo a primi o secondi piani. Una di queste volte in una curva della scala, dove c’è il giro del pianerottolo, il piano si è letteralmente incastrato in un muretto della scala. Abbiamo dovuto prendere un martello e sabotare una fila di mattoni perché non si riusciva più a togliere il pianoforte dal pianerottolo.

Un live in costruzione

A Macerata quest’anno abbiamo deciso, o meglio mi sono imposto, per cambiare palco: ero stato messo in una piazza che trovavo molto scomoda per come era disposta e gli ho chiesto di cambiare location, mezz’ora prima di salire sul palco. Abbiamo mosso il pianoforte e tutto quanto. Il pubblico era già seduto nell’altra location perché era finito un altro set. Quando ho iniziato a suonare l’impianto non c’era perché quello prima di me suonava il pianoforte classico, senza amplificazione. Per questo abbiamo fatto mezzo concerto con i ragazzi che mi montavano letteralmente l’impianto addosso. Sono arrivato alla fine del mio set che erano si e no finiti i suoni. La cosa vista da dentro è stata divertente e abbastanza comica.

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La presunta tresca

In un concerto a Grosseto che, come si sa, è la zona dei cowboy, stavo suonando su una terrazza. Mi capita spesso di suonare in situazioni dove la platea è a un metro da me. In questo caso una ragazza si è alzata ed è venuta attorno a me mentre suonavo facendo richieste sui brani e importunando lo show. Sennonché il fidanzato si è ingelosito parecchio, si è alzato e mi è venuto incontro urlando e minacciandomi di farmi la pelle: fortunatamente c’era un minimo di sicurezza che lo ha fermato e non mi è successo niente. Sono senza dubbio dinamiche che in altre dimensioni di concerto non succederebbero.

Ritorno al B&B… o forse no

Una notte nel salernitano hanno sbagliato a darmi l’indirizzo, o meglio il civico, dell’albergo. Sto girando parecchi B&B, che poi sono abitazioni normali. Così sono andato a questa abitazione, mi sono attaccato al campanello e dopo dieci minuti mi ha risposto una signora in vestaglia, anche di una certa età. Non credo di aver capito tutte le bestemmie che mi ha tirato, erano anche in dialetto stretto, ma ho capito di aver sbagliato il civico, e che il mio B&B era a due portoni dopo il suo.