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Quando i Supereroi si misurano al millimetro: Intervista ai Pan del Diavolo

Il Pan del Diavolo è un duo potente che ci ha abituati a dei suoni tra il blues ed il rock radicati nella tradizione ma rinnovati da un impeto moderno; il 17 Febbraio è uscito il loro nuovo lavoro Supereroi (La Tempesta dischi) che vede la co-produzione di Piero Pelù. In una chiacchierata tra supereroi e serie tv, ci siamo fatti raccontare le novità portate dal quarto album.

I "supereroi" protagonisti del disco sono persone ordinarie che possono trasformarsi in supereroi; chi sono i supereroi della vostra vita?
Ale: Banalmente i primi supereroi della mia vita in ordine cronologico sono i miei genitori, anche perché hanno accompagnato nella mia scelta musicale, per cui da questo punto di vista non ho mai avuto contrasti. Poi sono entrati altri supereroi: supereroi musicali, supereroi che ci hanno portato a pubblicare il primo album, c’è una lunga lista, effettivamente!
Gianluca: Sì, è una lunga lista: Falcone e Borsellino sono supereroi, e comunque sì, i genitori lo sono, bisogna essere supereroi per sopportare un figlio che suona da quando ha 14 anni!

Per registrare questo disco avete collaborato con moltissimi musicisti, come li avete scelti?
A: Li abbiamo scelti proprio perché eranodegli eroi musicali per noi e per il nostro percorso. Li avevamo incontrati molte volte in tour, volevamo che mettessero il loro zampino su degli strumenti e che, attraverso la loro collaborazione musicale, ci buttassero un po’ dei loro poteri magici. È gente veramente legata a noi tipo i TARM, Umberto Maria Giardini... Gente particolarmente vicina, magari non scelta esclusivamente perché ci serviva un preciso strumento e allora abbiamo chiamato quel tipo di musicista. É tutta gente che ha fatto parte del nostro percorso.

Qual è stato l'insegnamento più importante del lavorare con Piero Pelù?
A: Per me, personalmente, è stato quello di sentirgli ricantare i pezzi con la sua voce. Lui è un ottimo cantante e mentre lui cantava, imparavo molto.
G: Sai a volte si parte con dei pregiudizi verso una persona, invece è bello lavorare con dei mostri sacri del rock e rendersi conto che sono dei professionisti senza alcun tipo di fisima se non quella della riuscita della canzone, come è giusto che sia.

La collaborazione con Pelù come è nata?
A: Avevamo aperto un concerto di Piero, oltretutto aspiriamo a farne anche altri con lui. Piero ci aveva già apprezzato durante il Litfiba day, quando hanno fatto la reunion e durante un’intervista gli hanno chiesto quale fosse un gruppo che gli piacesse e lui disse “Il Pan del Diavolo”, noi gli abbiamo scritto per ringraziarlo e da lì è iniziato uno scambio che ha dato vita a un’amicizia che a lento rilascio ci ha portato fino alla collaborazione dell’album.
G: Sì, poi alla fine del 2013 fece un post fotografico su Instagram sui suoi dischi preferiti e c’eravamo noi accanto a Jack White e ai Queens of the Stone Age e ci siamo detti “La pensa come noi”.

Ho trovato i testi di Supereroi più maturi, come se avessi acquisito più consapevolezza nella tua capacità di scrivere
A: È stato uno degli obiettivi di questo album. A parte un discorso di forma, che poi posso aggiustare io o una terza persona semmai, quello che ho voluto fare è stato sistemare i testi per quanto riguarda la forza che hanno quando li canti. Ho cambiato delle parole che hanno aiutato o svoltato il significato delle canzoni anche in funzione di un effetto mantrico, di una ripetizione che avverrà centinaia di volte! Spero di essere riuscito a fare questo.
G: Abbiamo lavorato con una precisione al millimetro, cercando le note esatte e le parole esatte; Ale, nei testi, ha fatto proprio questo. Siamo persone molto scrupolose sul lavoro e ci teniamo a riascoltare i dischi, gli EP. Vogliamo essere soddisfatti di quello che abbiamo prodotto anche dopo anni.

I vostri live vi vedono come unici protagonisti sul palco ma in questo disco ci sono molte collaborazioni, la formula del live cambierà durante questo tour?
A: In alcuni brani dell’album ci siamo sbizzarriti in modi vari ed eventuali, come ad esempio in Messico. Per il resto abbiamo mantenuto una linea abbastanza dura di duo in purezza, quindi se c’è stata una pulizia del suono è stata al servizio della potenza in modo da alzare ancora di più il tiro ed il volume. Dal vivo ci presenteremo in duo, poi abbiamo intenzione di invitare, in ordine sparso e quando sarà possibile, i musicisti che hanno partecipato all’album. Poi un giorno forse, apparirà Piero.

Dalla Sicilia vi siete spostati in Emilia Romagna e a Milano, quali sono (se ci sono) le differenze tra i due ambienti musicali, soprattutto rispetto ai live?
A: Ogni luogo ha delle caratteristiche, è inevitabile. Palermo ti offre delle emozioni diverse da quelle che provi a Milano, Bologna o Roma. Poi di scena in scena non saprei, sinceramente, ogni città ha i suoi club, il suo giro di musicisti; noi in parte lo frequentiamo e in parte rimaniamo outsider.
G: La gente si gode lo spettacolo in maniera soggettiva, poi sta anche a te coinvolgerli e ricercare la situazione giusta. Credo però che in tutta Italia ci sia molta voglia di ascoltare i live e di partecipare. Poi certo, come dice Ale, il carattere della città dà un’impronta diversa ogni volta ma sentiamo grande entusiasmo in tutte le città.

La Sicilia sembra stia in ottima forma, da questa regione stanno uscendo fuori tantissime proposte musicali. Cosa ne pensate?
A: Penso che la Sicilia offra una creatività sbizzarrita e trasversale su ogni arte, su qualsiasi aspetto artistico; perché ha un’energia creativa molto forte. Sono sicuro che chiunque faccia arte in Sicilia, se venisse da un’altra parte d’Italia non creerebbe le stesse cose!