Live Report

Concerto @ The Family (Albizzate) 10.02.2018

Un tuffo negli anni ’80, ma con la forza degli anni 2000. È questa la sfida, fino ad ora vinta, del duo Concerto, un progetto di musica elettronica, stimolato e nutrito dalla fusione artistica di Alessandro Donadei e Biancamaria Scoccia

Al momento in pentola bolle un progetto accattivante, che potrebbe portare la loro identità musicale a una svolta artistica. Quanto espresso, con due Ep, un album “What about Concerto?” e un tour che li ha visti arrivare, sabato, al Circolo The Family di Albizzate, in provincia di Varese, ha binari ben chiari. Non tragga in inganno il termine associato al loro genere, la loro non è una musica fatta di effetti pre impostati, ma una costante ricerca del suono giusto, al momento giusto. Gli strumenti sono quelli della decade del novecento di “Thriller”, “Like a Virgin”, “Radio Gaga”, “Wham!”: per questo, davanti a problemi tecnici, quando sei in tour, devi cercare di fare necessità virtù. E se uno strumento salta, ecco che si possono aprire le porte a un dj set: un mondo vicino, non identico, da esplorare. Un’opportunità per mettere a confronto queste due espressioni artistiche.

"Il dj set è un terno al lotto: devi azzeccare i brani che abbiano un senso tra di loro e, allo stesso tempo, possano avere credibilità nel contesto in cui sei inserito. Un bravo Dj è quello che riesce a proporre i brani nella situazione in cui si trova". È questo il punto di partenza di Alessandro che, insieme a Bianca, cerca di spiegare come lo scenario stia cambiando, con una porta girevole che porta gli artisti a passare dal mondo del live a quello dei dj set, e viceversa. 

"Tanti Dj stanno passano al live, proponendo le loro tracce accompagnate a una band - racconta la voce femminile dei Concerto - Sono due mondi che si stanno avvicinando, ma che non sono ancora riusciti a esprimersi al meglio. Penso a Godblesscomputers, con cui abbiamo fatto una traccia nel nostro album. Lui è molto bravo a far suonare i vinili, ma ora è passato al live. Non so dire se sia un discorso legato al periodo. Ma so che possiamo fare ancora di più". Una questione di generi, certo. E in questo uno su tutti sembra cavalcare di più questo filone. "Il rap lo sta facendo da un po’. Ma anche l’hip hop. Salmo ha fatto diversi set con batteria e voce, è una creatività moderna, serve tempo per testarla". I Concerto rappresentano una sorta di avventura pionieristica musicale. Non sono loro a definirsi così, ma è ciò che emerge ascoltandoli. Perché se i dj set sono l’evoluzione tecnica di un concerto analogico degli anni in cui la tecnologia non supportava la sperimentazione dell’elettronica, quanto stanno facendo i due artisti romani è un tornare indietro nel tempo, ma con la forza della modernità. Tutto questo può essere riassunto in una frase di Alessandro: "Dove tutti cercano degli effetti, noi cerchiamo lo strumento con cui rendere quel suono". Un rischio quello di affacciarsi a quegli anni? "Perché? Oggi sono in tanti a suonare come negli anni ’80. Quanto è anni ’80 “Sto pensando a te” di Fabri Fibra?".

Sul palco si divertono, coinvolgono il pubblico, lo ascoltano a livello di emozioni e vibrazioni che suscitano con la loro musica. Un approccio destinato a intensificarsi con il progetto che è in fase di lavorazione. "Il live dà una marcia in più a un progetto, grazie alle possibili, diverse, sfumature. Guardando al futuro, il nuovo live set sarà ancora più vicino a chi ci ascolterà, perché ci permetterà di relazionarci con il pubblico, potendo gestire la durata anche delle singole parti dei suoni. Un’applicazione completamente live della musica. È come se volessi fare brani di un dj set, ma in tempo reale".

Se davvero quello di sabato è stato il loro ultimo live prima della fase in studio, queste dichiarazioni sono come gli ultimi minuti dell’ultima puntata di una serie tv. Sai già che ci sarà una nuova stagione, ma non sai quando. Sai solo che sei a bocca aperta e aspetti gli aggiornamenti per sanare questa attesa. Perché la loro formula funziona: i Concerto sono destinati a far ballare e a tranquillizzare Raf. Di quegli anni ’80 è restato il meglio, almeno dal punto di vista musicale.