Live Report

Grazie, Cosmo, per aver trasformato il Mediolanum Forum in un gigantesco club

Il 2 Febbraio 2019 ce lo ricorderemo sempre come il giorno in cui Cosmo è riuscito a far cadere il Forum di Assago.

A quasi mezzanotte, fuori piove da ore e io cerco la macchina mentre cammino tra le pozzanghere. Un gruppo di ragazze canta e balla Turbo senza preoccuparsi del fatto che si stanno infradiciando: l’adrenalina del concerto si fa sentire ancora forte. Mi sembra di essere stata catapultata nel mondo reale dopo aver passato un tempo incalcolabile in un posto che è sembrato esistere solo dentro di me, nella mia testa. Dentro il Forum è successo qualcosa di magico che solo chi lo ha vissuto può capire. Dopo un anno di tour per l’album Cosmotronic, Marco Jacopo Bianchi ci ha riempiti di aspettative per quello che si prefiggeva come il live di conclusione più stupefacente che potesse realizzare. La verità è che è stato anche di più.

Arrivata ad Assago, la giornata uggiosa su Milano smorza temporaneamente l’entusiasmo incontrollabile dell’attesa che ha caratterizzato le ultime due settimane passate. Ma quando arriva il momento di entrare, le luci rosa intenso che dal palco colorano il parterre e la musica che risuona, mettono subito in azione ogni cellula del mio corpo.

Si inizia subito a ballare.

Lo spazio è ancora abbastanza vuoto, ma i ragazzi di Ivreatronic sono carichi più che mai. Dalle 18 alle 20 è il loro turno: Enea Pascal, Splendore e Fabio Fabio si alternano nel dj set che fa da riscaldamento alla grande festa del Cosmoday. Prendo una birra e raggiungo un punto più possibile vicino al palco, precisamente in asse centrale rispetto alla piccola piattaforma che si trova in mezzo al parterre. Sembra di essere in un club di Berlino. Tra balli e scambi di parole qua e là, ad un certo punto mi accorgo che è arrivato Cosmo che, come un vero padrone di casa che si rispetti, è venuto a salutarci e ad assorbire un assaggio delle nostre emozioni. Poi tocca a M¥SS KETA. Quaranta minuti di spettacolo trash in cui la prima cosa che noto è la sicurezza con cui si muove e balla: i suoi gesti sono volutamente volgari, eppure dal mio punto di vista è tutto estremamente divertente. La sua voce non è intonata, ma le basi musicali in quel momento mi prendono e tutti noi, i suoi amori, rispondiamo ad ogni suo input. Arriva la fine del suo intervento con Una donna che conta, mentre io personalmente conto i minuti che mancano al momento in cui finalmente mi godrò per la terza volta il live di uno dei miei artisti preferiti.

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Sono le 20.40. Venti minuti di silenzio o poco più e finalmente le luci gialle del Forum si spengono e fuori campo parte la voce di Cosmo: “Te lo ricordi il 2 Febbraio 2019? Io sì” ed è immediatamente chiaro che questo è un concerto diverso dagli altri del tour, è davvero come aveva promesso. C’è molto di più, c’è lui, chiaro e tondo. La sua vita raccontata, i suoi pensieri, il suo essere più profondo che si nasconde nei testi delle sue canzoni e che stasera ha deciso di tirare fuori del tutto. Ed eccolo lì al centro del palco, chino sulla consolle mentre si muove a tempo con i bassi di Cazzate, il pezzo iniziale...e con un salto verso di noi dà il via ufficialmente al concerto. La gente è già nel mood giusto, ma quando Cosmo canta Le voci diventa tutto un delirio. Ad un certo punto arriva il primo tra gli ospiti segreti della serata: Marracash, che interrompe il pezzo con qualche strofa di rap. La prima parte del concerto scorre con Tutto bene, Dicembre e Tristan Zarra. “Lasciali divertire”, dice Marco ed è incredibile il modo naturale in cui tutti ci muoviamo allo stesso tempo, nella stessa direzione. Sulle tribune nessuno è seduto, un’unica massa di gente balla come un’onda spinta da una forza costante e discontinua allo stesso tempo. Finora le luci hanno giocato sul palco, ma appena parte Ho vinto il buio si improvvisa e l’attenzione è rivolta verso il parterre.

Sta succedendo di nuovo qualcosa di sorprendente. L’audio per un momento si blocca provocando lo sgomento di alcuni; la verità è che è tutto programmato. Cosmo ci sta distraendo e la sua voce fuori campo ricomincia a parlare di se stesso. Una riflessione sulla paura della morte, sulla certezza della fine, su come abbia sempre fatto parte della sua vita fin da quando era bambino e come allo stesso tempo lo abbia costantemente spinto verso i suoi sogni, i suoi bisogni e ogni volta l’abbia fatto sentire libero, leggero e presente. Un preludio di parole che arrivano dritte al cuore per raccontarci del significato che ha avuto per lui la nascita di suo figlio ed ecco che, infatti, inizia a cantare Esistere.

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Dalla piattaforma nel punto più centrale del parterre, canta a cappella con poche luci fisse che lo illuminano. Dopo Le cose più rare, ora il Forum è davvero un enorme club e la musica diventa protagonista assoluta con Ivrea Bangkok, Attraverso lo specchio, Tu non sei tu. Christoph Schneider – lighting designer dei Moderat – è riuscito a rendere Cosmo un dio, all’interno di fasci di luce bianca che si estendono dal pavimento al soffitto e man mano si aprono fino a che non arriva il momento di ritornare sul palco principale e finalmente, alla terza volta in cui lo vedo, decide di fare lo stage diving. Passa sopra la mia testa e in pochi secondi è di nuovo pronto per ricominciare a far andare avanti la festa.

Gioacchino Turu, il secondo ospite, lo accompagna in Un lunedì di festa e Quando ho incontrato in te termina la seconda parte del live. Manca poco alle 23 e per la terza volta la voce registrata parla: stavolta il messaggio è tutto per il suo pubblico e la situazione presente: godere, dobbiamo godere, incontrarci, scontrarci e condividere. E Cosmo condivide nuovamente il palco, ma stavolta con Achille Lauro.

È il momento dei pezzi più famosi di Cosmotronic – Sei la mia città, L’amore e Animali – ormai si sta avvicinando la conlusione di questa mistica esperienza. Non poteva mancare Turbo ovviamente e qui compare un Calcutta traballante, che stavolta ha l’occasione di prendere in giro le “e” chiuse del cantante eporediese direttamente sul suo palco. La base de L’ultima festa preannuncia la fine, quella che avrei voluto non arrivasse mai.

E quando Cosmo – insieme a tutti gli ospiti della serata ritornati in scena per salutare –va verso il backstage, un coro dal pubblico lo incita a suonare ancora. Ed eccolo che torna, si mette una mano sul cuore e sta fermo, immobile. In quegli attimi, solo guardandoci, esprime tutta la sua gratitudine. Perché “c’è l’amore sotto a tutto questo” e lui non solo l’ha dimostrato in due ore e mezza su palco del Forum di Assago, ma nel tour dei mesi precedenti, nelle aspettative che ha creato, nei secondi di preparazione condivisi nelle sue Instagram Stories, nelle interviste, nel Cosmotram e nel Cosmotrain, nei 300 vinili inediti autografati e soprattutto nella sua musica.

Adesso Cosmo si prenderà una lunga pausa per sperimentare nuovi orizzonti, ma già non vedo l’ora di sentire cosa di nuovo riuscirà a creare.

Le foto sono di Francesco Prandoni