I primi risultati e le prossime tappe del confronto istituzionale per la ripartenza di Live Club e Festival

  • 07/05/2020
  • Redazione

*tavolo di lavoro del "Forum Cultura e Spettacolo" sulla "ripartenza"

 

Dopo anni di battaglie e lavoro di sensibilizzazione sull'importanza dei Live Club e Festival finalmente questi spazi solo al centro dell'attenzione. E' diffusa l'opinione che questi, così come gli altri spazi culturali di medie e piccole dimensioni, siano fondamentali nella ripartenza e potrebbero aprire in tempi non troppo lontani. 

Questa è già una vittoria che abbiamo conseguito tutti assieme.
 
La domanda è COME DOVREBBERO RIAPRIRE? 
Vi lasciamo le considerazioni e punti che stiamo portando avanti in tutti i tavoli ai quali ci sediamo (Assomusica + multinazionali, terzo settore con ARCI, gruppi di manager e agenzie concerti, contatti diretto con i ministeri e Commissioni Cultura e Attività produttive) e anche nel Forum Cultura e Spettacolo coi 12 assessori delle città metropolitane.
 

RIPARTENZA

I PICCOLI E MEDI SPAZI SONO CENTRALI PER LA RIPARTENZA: 

  • Sono più accessibili perché più economici dei grossi eventi, spesso non hanno biglietto. Dettaglio importante perché avremo un pubblico che però spende meno soldi.
  • Sono diffusi. La loro distribuzione è capillare su tutto il territorio italiano e garantisce di far arrivare socialità e cultura anche nei piccoli centri
  • Rappresentanza: un elemento imprescindibile che deve essere centrale è il dialogo con le realtà che rappresentano questi spazi: KeepOn LIVE, SILB, ARCI, AICS, eventualmente FIPE, altri.
  • Garantiscono la diversità culturale e imprenditoriale. Garantiscono ricchezza e pluralità di imprese e associazioni di forma diversa, così come eterogenei sono i prodotti culturali che programmano

LA RIPARTENZA DEVE ESSERE SOSTENIBILE

Bisogna ripartire in sicurezza, per tutti, ma anche in modo sostenibile. In questo senso la mancanza di un codice ATECO specifico per le attività che svolgono produzione di pubblico spettacolo ma anche somministrazione è un grosso pericolo perché alcune potrebbero aprire già il 18 maggio, senza ammortizzatori e con costi di apertura completamente insostenibili. (soluzione in studio nel tavolo riforme) Quindi vanno fatte richieste di:
 
  • Predisporre un fondo speciale e la creazione di tavoli tecnici a seconda di quanto previsto dagli articoli 10 e 12 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 atti ad individuare convenzioni, attività di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Lo scopo sarà quello di aiutare le realtà che rappresentiamo ad adeguarsi alle eventuali nuove normative in tema di sicurezza (sanificazioni e blockchain) seguendo gli articoli 15 e 18 dello stesso D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
  • Azzerare, per tutta la durata di chiusura attività, i canoni di affitto in spazi comunali. Pur se di non diretta competenza del Ministero, ci auguriamo un’intercessione verso i comuni a tal proposito e applicazione del credito d’imposta al 70% non solo per la categoria catastale C1, come già previsto, ma anche per le categorie D nelle quali ricadono le categorie da noi rappresentate.
  • Azzerare, per tutta la durata di chiusura attività, le tariffe di conduzione spazi (utenze, rifiuti, altro). Ridurle per i 6 mesi successivi alla riapertura attività. Vale il discorso di intercessione e dialogo come al punto precedente.
  • Azzerare, per tutta la durata di chiusura attività, i costi per le pratiche autorizzative: bolli, diritti di segreteria, tasse governative.
  • Inserimento, come fatto dal precedente Governo, di una nostra rappresentanza ai tavoli tecnici governativi per continuare i percorsi virtuosi di riconoscimenti intrapresi.

 

SOLUZIONI PRONTE

Preso atto delle necessità che la riapertura sia sostenibile economicamente, è importante presentare al legislatore modelli già pronti. Studiamo: 

  • Accessi tramite token blockchain: permetterebbero di sgravare la responsabilità penale dei gestori 
  • Modelli di sanificazione applicabili alle specificità degli spazi indoor e outdoor di piccole e medie dimensioni

 

LA CULTURA NON E' UNA MINACCIA, MA STRUMENTO FONDAMENTALE DI COESIONE TESSUTO SOCIALE

Bisognerà chiedere anche una comunicazione nazionale positiva per favorire, se non aggregazione, almeno la percezione che la cultura unisca anche oltre le distanze e sia diffusore di messaggi positivi.
 

RIFORME

Oltre a queste richieste emergenziali stiamo lavorando ad una proposta di riforme che vanno dalla legge sul pubblico spettacolo a capienze, IVA, SIAE, ISI. A cappello su tutto la richiesta di un codice ATECO dedicato alle attività imprenditoriali con finalità culturali e il riconoscimento dei Live Club D'Essai.

 
Continuate a contattarci per suggerimenti e segnalazioni.