Faccia a faccia con i club: intervista a Mattia Furlani (Senza Tempo Fano)

  • 17/07/2020
  • Francesco Bommartini



Cominciamo con l'intervista a Mattia Furlani la rubrica “Faccia a faccia con la musica”. L'obiettivo? Dare voce agli associati di KeepOn Live e farveli conoscere!

Mattia Furlani, dopo un'altra esperienza, ha aperto da poco il Senza Tempo a Fano. Quando mi risponde ha il tono della voce vivace, e risponde senza remore alle mie domande. Ecco cosa mi ha detto:

Come è stata l'esperienza con il FuoriTema? So che ora hai un nuovo locale, il Senza Tempo...

A livello amministrativo l'esperienza al Fuori Tema è stata complessa. Essendo in tre era più difficile trovare compromessi. Le cose sono finite proprio per questa diversità di vedute. A livello di organizzazione e programmazione live invece no, eravamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Ora, per il Senza Tempi, sono da solo, e quindi è più semplice gestire molti aspetti. Si tratta di un Club vero e proprio, con tanti eventi, e tanti live. Cercheremo di ricominciare a pieno regime quando sarà passato questo momento. 

A tal proposito: cosa si lascia dietro questa situazione?

Sicuramente nel nostro settore siamo ancora in alto mare, quantomeno per capire con chiarezza quel che sarà, e quindi come muoverci. Le prospettive non sono rosee, ma io resto positivo. Ho iniziato ieri con i live nel dehòr ed era pieno. Il Senza Tempo ha un palchetto interno. Poi, essendo in piazza, ho possibilità di far suonare fuori e mi sono attrezzato. Sia dentro che fuori ci sono una 50ina di posti. Si tratta di un piccolo Club, come quelli di una volta. Ho portato avanti la linea del Fuori Tema, anche se qui ho a disposizione 100 metri quadri, il doppio rispetto a prima.

Cosa apprezzi maggiormente di KeepOn Live?

In realtà un po' tutto. E' una bellissima realtà, finalmente abbiamo un'associazione di riferimento, un ente che prova a tutelarci in tutte le maniere, come successo durante la pandemia. Ho visto tanto sforzo per unire il settore. Amo molto anche gli eventi organizzati da KeepOn Live. 

Quali interventi ritieni sarebbero importanti per il futuro dei Live Club italiani?

Secondo me siamo sulla strada giusta, proprio grazie a KeepOn. Creare più rete, fare fronte comune con tutti i soggetti della filiera musicale (booking, manager, artisti). Credo dovremmo avere solo più voce, soprattutto verso le istituzioni, che devono capire che quello della musica è un mondo che dà da mangiare a parecchi. Anche con il festival a Urbino avevamo provato a fare un po' di rete ma se manca un soggetto intermediario, come invece è KeepOn Live, è tutto più difficile. 

A che tipo di musica e artisti preferisci dare spazio? 

A livello di genere non ho preferenze. Valuto sempre la capacità. Non faccio cover, solo inediti. Ed emergenti, quindi lavoro con booking di un certo tipo. Propongo all'acustico al rock. Pur essendo in centro ho approntato il locale di modo da evitare problematiche legate ai volumi.

Tre live che ti hanno colpito particolarmente...

Coez a Palermo nell'estate 2018, Brunori Sas al RisorgiMarche 2016 e Fabrizio Polio a MusiCultura 2017. L'ho fatto suonare sabato, nell'occasione citata l'ho potuto conoscere meglio e lo stimo enormemente. Ma anche Gazzè ha un posto nel mio cuore.