Il dpcm è grottesco. Senza le risposte alle nostre domande il 15 giugno non ripartirà nessun evento

  • 18/05/2020
  • Luca Li Voti
 
 

Oggi il risveglio è stato amaro. Dopo i tavoli tecnici, gli infiniti incontri e la consegna delle istanze della categoria dei live club, festival italiani e lavoratori della musica al governo, attraverso i ministeri e le commissioni di riferimento, ci ritroviamo con l’amaro in bocca, perché? Da un lato è stato ottenuto il via libera alla realizzazione di eventi al chiuso con un massimo di 200 persone e negli spazi all'aperto con un massimo 1000, il distanziamento di un metro tra gli spettatori, e la redazione di un protocollo, frutto di confronto e collaborazione tra addetti ai lavori; dall’altro sembra non esserci la reale volontà di far ripartire le manifestazioni musicali a causa di disposizioni che anche dal punto di vista sanitario potrebbero essere considerate al limite del grottesco.

Andiamo per punti:

  • Un evento per essere realizzato ha bisogno di economie.

  • Queste economie possono arrivare da: vendita di biglietti, contributi istituzionali (minima parte) donazioni da privati (rarissime) da sponsor tecnici e da food & beverage.

  • Diventa difficile se non impossibile trovare uno sponsor in poco tempo, soprattutto senza avere un quadro legislativo ben definito sulla realizzazione dell’evento.

Alle istituzioni allora rivolgeremo queste domande:

  • Quale sponsor sarà disposto a investire in una manifestazione dalla quale rischia di non avere alcun ritorno economico? 

  • Le istituzioni saranno in grado di sopperire economicamente a queste mancanze? 

  • Attualmente vige il divieto di entrare con bottigliette e borracce all’interno dell’area eventi, come farà il pubblico a bere?

Nell’ottica dello “stringiamo la cinghia pur di fare gli eventi” il punto 8 dell’Allegato 9 (dpcm 17 maggio 2020) diventa intollerabile: Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.

È scientificamente provato che in estate, la mancata idratazione possa generare spossatezza, mal di testa, senso di svenimento e difficoltà di concentrazione. Allo stesso tempo i liquidi rappresentano il primo alleato proprio per combattere la calura, nonché per allontanare i rischi d’insolazione o dei pericolosi colpi di calore.

Immaginate allora un evento estivo, all’aperto con 30/40 gradi all’ombra, mascherina indossata e l’impossibilità di poter consumare bevande e cibo.

Ogni anno nei grandi pannelli luminosi delle città campeggiano scritte che suggeriscono a tutti di bere e di bere tanto, come da consiglio medico.

Quindi risulta paradossale e a tratti ridicola la possibilità concessa di realizzare gli eventi (mettendo in pratica tutte le limitazioni necessarie), rendendo di fatto impossibile la realizzazione degli stessi sia dal punto di vista della salute pubblica, che della sicurezza.

C’è, inoltre, l’ulteriore rischio che a causa di eccessive disposizioni stringenti ed irrazionali il pubblico potrebbe perdere la voglia di partecipare agli eventi, ritardando di fatto il ritorno alla normalità che tutti desideriamo. Confidiamo quindi che l’ormai celebre allegato 9 possa essere modificato, prima del 15 giugno, così da poter parlare di vera ripartenza, seppur minima, ma almeno sostenibile. Porteremo quindi le nostre argomentazioni all'interno dei tavoli tecnici e del Forum arte e spettacolo per essere certi che il decreto che ne uscirà sarà realmente dalla parte degli operatori dello spettacolo.