La città di Milano si merita di non avere più Live Club?

  • 29/03/2021
  • Associazione KeepOn LIVE



Riceviamo e diffondiamo questa lettera aperta dei Live Club Milanesi. 
Siamo a disposizione per un incontro dedicato e verticale fra la categoria e l'amministrazione.

I Live Club e i Festival di Milano sono ancora chiusi dopo oltre un anno di fermo.
Un lungo periodo in cui non ci sono stati incontri, confronti, approfondimenti specifici, né un progetto condiviso su modalità e tempi di recupero e ripresa. Proposte che sarebbero dovute arrivare da parte dell'Assessorato alla Cultura, responsabile di un settore centrale per la socialità e la collettività di una comunità, un'istituzione che, ancora di più in questo momento, dovrebbe essere un riferimento.

Abbiamo ascoltato dichiarazioni rispetto a quanto sia importante avere una città viva, di gente e non di pietre; abbiamo ricevuto telefonate rammaricate successive all'ennesima chiusura definitiva; tuttavia non sono stati messi in campo nessun vero impegno o idea concreta. Nel frattempo, a quasi un anno dalla pubblicazione dei risultati, i fondi di emergenza promessi e deliberati attraverso il Fondo di Mutuo Soccorso non sono ancora arrivati.

In questo scenario per noi drammatico, l'unica proposta, improvvisa e calata dall’alto, è quella di "Milano, Che Spettacolo!”: un progetto che prevede l'assegnazione di un hub, in cui tutte le realtà cittadine, di musica e non, possano accedere per produrre spettacoli, con tempistiche irreali e senza un indirizzo artistico chiaro. Un progetto confuso, che sminuisce la nostra professionalità, che taglia le gambe agli spazi esistenti e che, per di più, disperde economie vitali per la sopravvivenza dei luoghi della cultura e dell'intrattenimento.

Questa proposta, che potrebbe apparire “utile” nelle sue intenzioni, in realtà non affronta, risolve e considera il sistema di produzione dei Live Club esistenti. Un sistema fatto di lavoratori, investimenti, strutture faticosamente create negli anni, che in parte abbiamo perso negli ultimi mesi a seguito delle chiusure (Circolo Ohibò, Spazio Ligera, Serraglio, Blues House e altri). Gli spazi che sono sopravvissuti finora, a maggior ragione essendo in numero limitato, andrebbero coinvolti e ascoltati: per comprenderne problematiche, esigenze e differenze, per trovare soluzioni che li possano sostenere tutti, con proposte coordinate, per un confronto, purtroppo a oggi inesistente.

Sentiamo ogni giorno il peso delle nostre attività ferme da oltre un anno, con strutture onerose da tenere in vita e lavoratori a casa, che non sanno quando e se riusciranno a tornare al loro mestiere. Queste risorse possono essere lo strumento per dare sostegno a tante realtà oggi in difficoltà, realizzando una progettualità che rimanga viva anche una volta superato questo periodo.

Chiediamo al Sindaco Sala, all'Assessorato alla Cultura e all'Amministrazione della Città di fermare queste iniziative estemporanee: proponiamo loro un cambio di passo e di modalità per affrontare questa emergenza che sta mettendo a rischio gli spazi e tutti gli operatori culturali. Non meritiamo di perdere altri luoghi e altri spazi culturali, non possiamo permettercelo come comunità milanese. Chiediamo pertanto un appuntamento di confronto vero, verticale sul nostro settore e senza decisioni già prese, ma che serva ad identificare - col nostro supporto - soluzioni davvero efficaci.

 

In ordine alfabetico i live club e le venue estive di Milano e Città Metropolitana che hanno sottoscritto la lettera:

 

Alcatraz

Apollo Club

Biko Milano

Carroponte

Circolo Magnolia

Fabrique

Gate Milano

Germi

Legend Club

Live Club

Lorenzini District

Magazzini Generali

Rocket

Rock'N'Roll Club Rho

Santeria

Social Music City